Ogni martedì alle 12.40 Ticket to Read è ospite della trasmissione Gagarin con una pillola: un libro e una canzone consigliata agli ascoltatori di Radio Rock da Margherita Schirmacher in compagnia dei conduttori Tatiana Fabbrizi e Marco Muscarà.
C’è stato un tempo che io collocherei fine anni ’90, primi 2000 in cui starsene buttati sul divano era un diritto inalienabile, qualcosa del quale talvolta far persino sfoggio con le amiche. Ricordo giornate a giocare a lava pur di non scendere dal divano (per poi – in caso – tornarci immediatamente). Oggi atteggiamento vietatissimo: pervasi dall’ossessione per il benessere e il miglioramento personale, quella pigrizia è un reato. Ma se invece il divano non fosse il luogo della sconfitta, bensì quello dell’ascolto? Se fosse lui, dopo averci osservato come genere umano per anni, a voler dire la sua? Che accadrebbe?
L’ho scoperto in un piccolo libro illustrato, pubblicato da Quinto Quarto edizioni, che si intitola proprio Life Couch. L’autrice è Kalina Muhova, illustratrice e fumettista nata nel 1993 a Sofia, in Bulgaria, già nota per lavori originali e cupi.
In questo libro a parlare è davvero il divano. E lo fa con tono saggio, surreale, a tratti inquietante. Una ragazza, nel momento più buio della sua vita, viene accolta dal suo sofà, che inizia a dispensare consigli: sull’idratazione, sulla dieta, sulla fede, sull’amicizia, ma anche su niente. E i suoi consigli sono una sorta di summa dei pensieri di tutti i divani del mondo che, per secoli, hanno ospitato l’umano stare, l’umano pensare, l’umano franare.
Man mano che il divano parla, le illustrazioni della Muhova ci trascinano in scenari sempre più assurdi e un po’ macabri, dove la protagonista sprofonda letteralmente nel suo malessere. Ma è proprio lì che avviene qualcosa. Non una rinascita, ma una specie di comprensione obliqua, come se il divano sapesse che la verità non è mai dove la cerchi, ma un po’ più in fondo, sotto il cuscino, o nei cassonetti davanti a casa.
Non poteva che essere un libro per la rubrica Ticket to Read a Radio Rock, sopratutto per la verve dark della conduttrice Tatiana Fabbrizi (che infatti me lo ha chiesto in prestito)
Quando sono in studio, Marco Muscarà mi chiede spesso in diretta: “A chi consiglieresti questo libro?”.
Di solito rispondo per categorie, per inclinazioni.
Ma Life Couch mi ha fatto pensare subito a una persona precisa: Gioia Salvatori, autrice e attrice dalla graffiante ironia sul culto del self care. Il nostro primo incontro è stato proprio su un divano, durante la presentazione del suo libro per il mio ciclo di incontri Sette passi a Spazio Sette. Lei non mi conosceva ancora, ma nel podcast registrato si sente chiaramente il momento in cui realizza di essere seduta accanto a una che fa yoga, beve tisane e arrampica. Eppure, siamo rimaste in buoni rapporti.
Le ho scritto per consigliarle Life Couch. Ho pensato che forse qualcosa di quella conversazione tra noi sedute sul divano della libreria Spazio Sette è arrivato anche a lui: al divano supremo, al divano platonico che consiglia la protagonista del libro.
Quando ho preparato la rubrica per Radio Rock, ho scritto all’autrice Kalina Muhova per chiederle che musica ascoltasse mentre disegnava. Lei mi ha risposto con una perla: “Born Confused” dei Porridge Radio. Un brano che sembra fatto apposta per il libro. Spigoloso, vulnerabile, ironico e ruvido come il nostro amico a due posti.
A martedì prossimo ore 12.40 su Radio Rock con la rubrica Ticketoread di Margherita Schirmacher!
C’è un libro che sembra scritto dentro un camper parcheggiato al Circolo Polare Artico. L’ho scoperto mentre ero in ufficio, a Più libri più liberi, tra i nostri computer e la stampante, nell’inconfondibile formato di Iperborea. Era arrivato per la presentazione che Frank Westerman avrebbe fatto a Roma, lunedì 6 ottobre, alla Casa delle Letterature, per Più Libri tutto l’anno.
Il titolo mi ha subito colpita: Bestiario Artico. Un libro sugli animali. Ma anche sulle spedizioni, sul clima, sul coraggio. E poi c’era la storia di Willem Barents, eroe olandese che nel 1596 salpò alla ricerca del passaggio a nord-est per arrivare in Cina. Non ci arrivò mai. Rimase incagliato tra i ghiacci della Nova Zembla. Non sopravvisse. Ma il suo viaggio – e la capanna che costruì insieme all’equipaggio per cercare di resistere in un clima impossibile – divennero leggenda.
Forse mi ha toccato di più perché sono mezza olandese. Forse perché, in queste settimane, di navigazioni andate male e di rotte sbagliate se ne parla parecchio. Del senso del mettersi per mare anche quando già si sa che la meta finale forse non sarà raggiunta, ma che qualcosa si segnerà lo stesso. Come nel caso della flottiglia.
Oltre al viaggio di Barents, Westerman racconta tutto questo attraverso sette animali artici, incontrati durante le grandi esplorazioni del passato. Sette storie di adattamento e sopravvivenza.
La foca, il mammut, lo squalo della Groenlandia, il narvalo, il bue muschiato, l’orso polare, l’aquila di mare
Ma non aspettatevi un libro solo di natura. Questo è il nono libro che Westerman pubblica con Iperborea e come negli altri i viaggi che l’autore fa hanno uno sguardo sul mondo antropologico, con una punta di ironia. Questo è anche un libro di idee, di paure, di visioni estreme. Di ciò che resta – o sparisce – nel freddo.
E poi c’è Björk.
Sì, perché ho scritto su Instagram a Westerman per raccontargli della mia rubrica radiofonica e chiedergli un brano da lanciare in diretta. Mi ha risposto raccontandomi che tra i ghiacci ascoltava proprio Björk.
E ha aggiunto:
“Un brano come Hunter ha un’atmosfera glaciale. Ma forse Army of Me è più riconoscibile per chi ascolta rock. Comunque… mi sento onorato!”
Il consiglio musicale in studio durante la rubrica Ticket to Read nella trasmissione Gagarin su Radio Rock è stato quindi Army of Me di Björk.
Non sono riuscita ad andare alla presentazione del 6 ottobre per un raffreddore artico, ma so che in tour Westerman si è vestito coi colori del libro e che aveva un timbro con gli animaletti per le dediche. Hanno dialogato con lui Errico Buonanno e Ginevra Lamberti, con la traduzione di Pietro Cecioni. L’ho immaginato quindi in ottima compagnia. A loro la mia invidia (buona) per averlo incontrato durante la sua migrazione.
A martedì prossimo ore 12.40 su Radio Rock con la rubrica Ticketoread di Margherita Schirmacher!