Sette animali. Sette storie di sopravvivenza. E un viaggio nei ghiacci finito male
C’è un libro che sembra scritto dentro un camper parcheggiato al Circolo Polare Artico. L’ho scoperto mentre ero in ufficio, a Più libri più liberi, tra i nostri computer e la stampante, nell’inconfondibile formato di Iperborea. Era arrivato per la presentazione che Frank Westerman avrebbe fatto a Roma, lunedì 6 ottobre, alla Casa delle Letterature, per Più Libri tutto l’anno.
Il titolo mi ha subito colpita: Bestiario Artico. Un libro sugli animali. Ma anche sulle spedizioni, sul clima, sul coraggio. E poi c’era la storia di Willem Barents, eroe olandese che nel 1596 salpò alla ricerca del passaggio a nord-est per arrivare in Cina. Non ci arrivò mai. Rimase incagliato tra i ghiacci della Nova Zembla. Non sopravvisse. Ma il suo viaggio – e la capanna che costruì insieme all’equipaggio per cercare di resistere in un clima impossibile – divennero leggenda.
Forse mi ha toccato di più perché sono mezza olandese. Forse perché, in queste settimane, di navigazioni andate male e di rotte sbagliate se ne parla parecchio. Del senso del mettersi per mare anche quando già si sa che la meta finale forse non sarà raggiunta, ma che qualcosa si segnerà lo stesso. Come nel caso della flottiglia.
Oltre al viaggio di Barents, Westerman racconta tutto questo attraverso sette animali artici, incontrati durante le grandi esplorazioni del passato. Sette storie di adattamento e sopravvivenza.
La foca, il mammut, lo squalo della Groenlandia, il narvalo, il bue muschiato, l’orso polare, l’aquila di mare
Ma non aspettatevi un libro solo di natura. Questo è il nono libro che Westerman pubblica con Iperborea e come negli altri i viaggi che l’autore fa hanno uno sguardo sul mondo antropologico, con una punta di ironia. Questo è anche un libro di idee, di paure, di visioni estreme. Di ciò che resta – o sparisce – nel freddo.
E poi c’è Björk.
Sì, perché ho scritto su Instagram a Westerman per raccontargli della mia rubrica radiofonica e chiedergli un brano da lanciare in diretta. Mi ha risposto raccontandomi che tra i ghiacci ascoltava proprio Björk.
E ha aggiunto:
“Un brano come Hunter ha un’atmosfera glaciale. Ma forse Army of Me è più riconoscibile per chi ascolta rock. Comunque… mi sento onorato!”
Il consiglio musicale in studio durante la rubrica Ticket to Read nella trasmissione Gagarin su Radio Rock è stato quindi Army of Me di Björk.
Non sono riuscita ad andare alla presentazione del 6 ottobre per un raffreddore artico, ma so che in tour Westerman si è vestito coi colori del libro e che aveva un timbro con gli animaletti per le dediche. Hanno dialogato con lui Errico Buonanno e Ginevra Lamberti, con la traduzione di Pietro Cecioni. L’ho immaginato quindi in ottima compagnia. A loro la mia invidia (buona) per averlo incontrato durante la sua migrazione.
A martedì prossimo ore 12.40 su Radio Rock con la rubrica Ticketoread di Margherita Schirmacher!